CENA AUTUNNALE

 

Sono nata nel 1980.

Due settimane esatte dopo la finale Borg – McEnroe a Wimbledon.

Quando ancora dovevano prendere piede i videoregistratori, le macchine fotografiche avevano il rullino e negli stereo (molto grossi) andavano le musicassette.

Quando chiamavi la radio locale e chiedevi che passassero una canzone e specificavi che la dovevi registrare e loro la passavano senza parlarci sopra e tu ti tenevi pronto a schiacciare rec.

E canzone dopo canzone creavi compilation multiformi che poi tutto contento ti portavi nel tuo walkman o chiedevi a tua madre di farti ascoltare mentre ti accompagnava a tennis o a ginnastica artistica.

Non esistevano le playlist, c’erano compilation.

E se anche le cassette potevano registrarsi tante e tante volte cancellando ciò che c’era sotto, una compilation era una cosa totalmente ragionata, che si creava prima sulla carta e poi si realizzava.

Stessa cosa per i cd, per i primi cd costosissimi e non ri-registrabili.

Poteva essere il “best of 1995”, il “cantanti donne” o il “musica da viaggio” e in base all’uso ne variava anche per quanto possibile la durata.

Ricordo bene la cura che mettevo nel realizzare le mie compilation e ricordo che bello scambio era riceverne una da qualcun altro.

La cassetta mista (sì, prima di compilation si chiamava cassetta mista) “Incontro 1988” che io e mia mamma ascoltammo in macchina così tanto cantandoci malissimo sopra che alla fine il nastro si consumò e non si sentì più. O forse si suicidò.

Il cd di rock della terza quarta superiore che pagai 10 euro (eh no!) mila lire (ma ogni cinque ce n’era uno omaggio) al mio compagno di liceo A.M. che fu il primo ad avere un masterizzatore di cd e mise su un piccolo impero. Mi fece scoprire gruppi come i Guns n Roses, i Metallica, Janis Joplin. Lo ascoltai tantissimo.

Il cd di musica indie che il mio collega dj mi fece qualche anno fa gratuitamente, stanco delle mie proposte musicali condivise in ufficio con ignoranza. Forse lo ascoltai un po’ meno, ma per un po’ rimase il cd sulla macchina. Quando ancora le macchine avevano il lettore cd.

Altro discorso va fatto invece per i best of, le compilation dell’artista che escono in momenti in cui l’artista è in disintossicazione, a cercare se stesso su una spiaggia in Polinesia, intento a lanciarsi in nuovi mercati con risultati solitamente scarsi.

Quelli li apprezzo meno, anche se apprezzo l’impegno di inserire almeno due bonus track di cui una di solito è bellissima e un’altra imbarazzante. Li accetto solo dagli artisti di cui sono veramente molto fan.

Nonostante questo, per la cena di autunno, non ho potuto fare altro che preparare una compilation, anzi, ammetto, un best of con una bonus track.

Pur non essendo dovuta andare in Polinesia a disintossicarmi mentre cercavo di lanciare la mia linea di babbucce fatte a maglia purtroppo non ho avuto tempo di organizzare una cena in questi giorni e dovrete accontentarvi.

I veri fan lo fanno.

cena autunnale

CENA D’AUTUNNO

Anche se non ho avuto tempo di fare una vera e propria cena in questi giorni ho cucinato molto.

Sono sempre di corsa ma appena riesco mi ritaglio due ore, faccio la spesa, corro a casa, cucino cucino cucino, faccio foto, canto canto canto molto male Tiziano Ferro – metto la playlist di Apple Music, calma – vado in palestra, torno, metto in forno, tolgo dal frigo. In questi giorni va così.

Quindi comunque qualche inedito da inserire in compilation ce l’ho, più una bonus track fatta apposta apposta. Ecco qui: crostoni con funghi misti e brie; orecchiette con radicchio, pancetta, uva e aceto balsamico (o gnocchi di zucca); guancialini di maiale in umido; flan di cachi (inedito).

E qui vi do qualche suggerimento previously unreleased per la tavola.

cena autunnale