CENA UNA VOLTA

 

L’unica gioia al mondo è cominciare.
è bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.
(Cesare Pavese)

Non sono sempre stata brava a cucinare. Fino a una certa età non ero nemmeno interessata all’argomento.

Ho fatto il mio esordio come chef un mercoledì di non ricordo quale anno (ma parliamo di tanti anni fa, facevo le scuole medie… e per capire quanto tempo è passato basta dire che le scuole medie non si chiamano nemmeno più così). Mia madre rimaneva fuori a pranzo per lavoro e io mi ero intestardita a voler deliziare mio padre con una pasta al salmone che credo ricordi ancora adesso.

Sicuramente perché gliel’ho cucinata per almeno 30 settimane consecutive. Poi perché faceva letteralmente schifo. Credevo che soffriggere l’aglio significasse farlo carbonizzare. Che in quel fondo di olio e aglio bruciati bastasse gettare del salmone surgelato finché non fosse più o meno cotto. Che i tempi di cottura della pasta fossero direttamente proporzionali all’urgenza della mia fame.

Poi, un po’ alla volta, ho imparato. E man mano che imparavo mi piaceva sempre di più. E mentre imparavo e ottenevo il mio tavolo lungo ho iniziato a provare a organizzare cene con amici, e anche questo iniziava a piacermi. Padelle, pentole, sughi, forno, piatti, inviti, ammazzacaffè, tutto ha iniziato ad unirsi, un nuovo mondo da scoprire, immenso, tremendamente divertente.

Divertente, sì. So che per tanti non è così. Allora ho pensato di mettere insieme una lista – già, lo sapete, le adoro – di suggerimenti, di cose che ho imparato e che, sono sicura, senza voler insegnare nulla possono aiutare tutti.

  • GLI OSPITI. Mi piace tantissimo pensare a chi invitare, e perché. È un po’ riepilogare quello che è successo nell’ultimo periodo e il motivo per cui ci teniamo particolarmente ad avere qualcuno a cena. Non ho mai temuto che persone che non si conosco potessero non trovarsi bene allo stesso tavolo. È successo molto più spesso che, partiti sconosciuti, tanti ospiti si scoprissero amici (o quasi parenti);
  • L’ORGANIZZAZIONE. Questa sì, eh, è indispensabile. C’è una cena da preparare ma c’è anche una casa che deve essere splendente. Io, che sono terribilmente disordinata, inizio molti giorni prima a restituire a casa una parvenza d’ordine, partendo dalle stanze che uso meno fino a terminare con la cucina, poco prima che arrivino gli ospiti. Poi la spesa, la scaletta delle preparazioni, le cotture, i tempi,… non sono altro che problemi risolti prima che si presentino.
  • LA MUSICA. Adoro la musica, la conosco anche abbastanza bene. Mi piace organizzare prima della cena una playlist pensando ai miei ospiti, ai posti in cui magari siamo andati insieme e a quella canzone che passava mentre facevamo qualcosa. Oppure un brano che mi faccia indipendentemente da tutto pensare a loro. Il 90% delle volte, poi, quella playlist non la utilizzo nemmeno. A volte perché mi dimentico proprio, altre perché credo che il sottofondo migliore di una cena sia fatto da chiacchiere e risate;
  • LA TAVOLA. Lo avrete già capito, tra cucinare e apparecchiare non saprei scegliere. Mentre penso al menù della cena penso sempre anche a come decorare la tavola. Niente di complicato solo un pensiero in più per chi si siederà. Uso sempre le stesse tovaglie bianche e non le cambierei perché mi hanno accompagnata fin qui. Uso spesso anche i soliti piatti, ma cerco, con l’aiuto di tovaglioli e piccole decorazioni, di cambiare sempre i colori. Di solito non metto i segnaposti perché è bello che ognuno si sieda dove vuole, magari nel posto sbagliato che diventa giusto man mano che scorre la serata;
  • L’APERITIVO. Sia che abbiate a cena 4 persone sia che ne abbiate 20 state sicuri che qualcuno arriverà 10 minuti prima e qualcuno 10 dopo. Trovate un angolino della casa dove organizzare un piccolo aperitivo mentre si aspetta di sedersi tutti insieme a tavola per il vero e proprio antipasto. Gli ospiti chiacchiereranno e berranno qualcosa insieme e l’ultimo ritardatario passerà quasi inosservato. Io di solito affetto un salame, taglio qualche scaglia di Parmigiano e preparo un aperitivo;
  • IL MENU. Ho letto che in tanti siti scrivono “State sul sicuro!”, “Cucinate i piatti di battaglia!”. Io dico “No, che noia!”. E dico che con la lista degli invitati nasce un menù sempre diverso, si pensa a cose da far assaggiare proprio a questi amici. Quindi, certo, bene organizzarsi. Pensare che qualcosa si può preparare il giorno prima, che la cottura più comoda per non passare la cena ai fornelli è quella al forno. Chiedere e tenere sempre conto di eventuali intolleranze. Ma bene anche improvvisare, provare un piatto per la prima volta. Verrà tutto bene, non c’è dubbio;
  • IL DOPOCENA. Non farò mai fretta a nessuno per andare a casa. Non inizierò a lavare i piatti con gli ospiti ancora lì. Per lavarli ho tutta la giornata successiva e a fine cena oltretutto non mi va proprio, sono stanca. Nessuno mi deve aiutare a sparecchiare (al ristorante lo fate?). Un ultimo caffè, un amaro, le ultime chiacchiere. Qualcuno va via prima perché il giorno dopo lavora, qualcuno si ferma fino a tardi. Finché ci sono ancora tutti a me piace fare una foto ricordo. A tutto il resto penserò la mattina successiva.

cena una volta

E visto che per tutti, figuriamoci per me, c’è stata una prima volta, una prima cena, ecco il menù della mia.

Ci ho inaugurato la casa, eravamo sette o otto persone, non ricordo. Ero ancora poco attenta ai tovaglioli. È stato l’inizio di tante cose. Ed è stato così.

IL PRIMO MENU (per 8 persone)

Rubare, si sa, è innegabilmente sbagliato. È scritto ovunque, che siate laici o credenti.

Io non ho mai rubato salvo un coniglio al Parco Nevicati, che comunque era stato abbandonato quindi tutto sommato mi pare sinceramente una buona azione.

Rubare idee, però, è fondamentale. Guardare bene, imparare, chiamiamolo così che forse è meglio.

Nei due anni che ho lavorato come cameriera alla Trattoria Mazzini ho imparato tutto. Il mio primo menù viene dritto dritto (più o meno, se conoscete la strada) da Neviano degli Arduini e comprende: insalata russa diversa, risotto con pasta di salame e Bonarda su crema al gorgonzola, filetto all’aceto balsamico, budino alla menta.

… E buon inizio, se ancora dovete iniziare.

cena una volta