LIGURIA – SARDEGNA

 

 

Ma chi me lo fa fare?

Lo penso spesso. Quando esco di corsa dal mio lavoro e di corsa devo fare la spesa, pulire la casa, cucinare, riordinare.

Solo per una cena.

Quando magari non è così facile ottenere riscontri, quando vorrei che più persone si appassionassero come me, che sostenessero in qualche modo il mio progetto come io, in precedenza, di sicuro, ho sostenuto quelli altrui. E a volte, è triste ma è vero, pazienza, non è così.

Chi me lo fa fare?

Due mesi fa ero al bar, con l’Elly, la mia amica.

Andiamo sempre nello stesso bar perché lì c’è Giovanni, nostro amico, che non lascia mai che i nostri bicchieri e i nostri piatti si svuotino e questo ci fa molto piacere.

Parlavamo di come era andata, come era stato ospitare uno spettacolo teatrale a casa mia.

E Giovanni è passato e ha detto: chiama Guido.

E così è stato. Ho chiamato Guido e Guido a Torrechiara è venuto a cantare De Andrè.

De Andrè, ligure, che ha amato la Sardegna. Un concerto e una cena. In un attimo.

Chi me lo fa fare?

Beh, intanto io.

Basta?

LIBERE DIVAGAZIONI SUL TEMA DE ANDRÈ

Lo spettacolo di Guido Maria Grillo si intitola così, e anche il mio menù ha preso quel nome, mi sembrava giusto.

Ho sfruttato al massimo e per la loro parte migliore le tecnologie moderne e ho ricevuto pacchi da Liguria e Sardegna con prodotti meravigliosi e rari, qui da noi.

Farina di ceci, pane carasau, fregola, prescinsoa.

Un va e vieni e su e giù dalle scale con i corrieri che nemmeno a Natale.

SARDEGNA LIGURIA

Quindi, ecco le mie divagazioni: farinata, fregola agli agrumi e cipolle con gamberi, lasagne di pane carasau con pesto alla genovese, patate e prescinsoa e panera (chiedo perdono ai liguri se l’ho interpretato come un semifreddo al caffè).

Ho fatto anche la focaccia nera, ai 7 cereali.

Il concerto è stato meraviglioso, chitarra e voce, in un semplice salotto a cui quotidianamente passo semplicemente di fianco (Guido Maria Grillo forse non lo conoscete, ma fate male).

Magari non ve ne importa, ma la mia canzone preferita di De Andrè è In direzione ostinata e contraria, qui sotto c’è il testo. Lì, De Andrè e Fossati non parlavano certo di me, non solo perché non mi conoscevano. Ma anche se c’è altro da fare, musica da ascoltare, serie tv da finire di vedere in una sola giornata, aperitivi, prendetevi un minuto per leggere.

Quando mi chiedo ma chi me lo fa fare ci penso, a questa canzone. E molto spesso, leggendola bene, trovo la risposta.

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla
l’orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità
per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere

E quando Guido, ieri sera, mi ha ringraziato e ha detto che quel che faccio qui mi rende una romantica resistente (che è una definizione bellissima), di nuovo ho pensato a questa canzone. E pensare che Guido non sa che non ho nemmeno la lavastoviglie.

SARDEGNA LIGURIA