PRANZO DI PASQUA

 

Ci sono tradizioni che nascono prima di noi.

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”

Poi ci sono tradizioni che creiamo noi, non tanto per abitudine ma perché, semplicemente, diventa bello così.

Io ho un’amica con cui mi sono conosciuta in modo rocambolesco. Per lei è sicuramente normale, per me meno. L’amica che mi ha insegnato l’arte dell’improvvisazione – in cucina, sì, ma non meno nella vita. Abituata ad adattarsi a tutto, a differenza mia.

È un’amica di tutti i giorni, sebbene sia lontana da qualche anno, ma è anche l’amica di Pasqua.

“Natale con i tuoi, Pasqua con lei”

Un tradizione che è diventata la nostra tradizione sebbene sia relativamente giovane e non millenaria. E che va avanti solo da due anni. E che ha coinciso in questi due anni con due rinascite, una  per una. E non obbligatoria, improvvisiamo, come mi ha insegnato lei. E che comprende, dopo pranzo, un giretto euforico poco lontano da qui in un parco abitato da tantissimi conigli. Io provo a prenderli, a volte ci riesco, a volte mi affeziono e se posso li porto a casa, altre volte li accarezzo e basta e poi li saluto e me ne vado un po’ triste. Lei chiacchiera e ride, ride forte. Siamo noi.

pranzo di pasqua

PRANZO TRADIZIONALE – O QUASI – DI PASQUA PER DUE PERSONE

Cuciniamo un anno a testa perché ad entrambe cucinare piace molto e riesce bene e la testa dura ci accomuna quindi per non litigare abbiamo dovuto puntualizzare la nostra tradizione. 

Questo è stato il mio menù dello scorso anno: tuorlo di uovo fritto di Cracco, tagliatelle al ragù,  saltimbocca alla romana e pastiera monoporzione.

Tanto ve l’ho già detto che dopo siamo andate a fare una passeggiata.

Se a cucinare facciamo a turno, la tavola è competenza mia. Le mie amiche più care e caute sanno che lì è meglio lasciar fare a me.

E allora ecco qui altri colori pastello, altri fiori, altri conigli.

pranzo di pasqua