irene, chi?

Sono nata e vivo a Parma, la città che mi regala ogni giorno l’amore per il cibo e la cultura gastronomica.

Mi sono laureata molto tempo fa in Scienze della Comunicazione a Reggio Emilia, poco lontano, e ho lavorato per molti anni per il Settore Cultura del Comune della mia città occupandomi di organizzazione di eventi. Se eravate in Piazza Garibaldi il 31 dicembre 2015 a ballare “What a feeling” è anche un po’ colpa mia.

Negli anni ho scoperto un amore per la cucina e la tradizione gastronomica della mia terra, ho realizzato tanti corsi per turisti (e non solo) che desideravano saperne di più, ho cucinato tantissimo, ho cercato di non dimenticare nessun sapore e, infine, ho voluto approfondire frequentando il Master in Cultura Organizzazione e Marketing dell’Enogastronomia Territoriale.

Ho pubblicato al termine del Master e dopo il COVID la guida “Trattorie come una volta”, una piccola guida dedicata alle grandi storie di osti resistenti di Parma e provincia. 

Nel 2021 è uscito, per Terrae Opificio Culturale Enogastronomico, l’associazione per cui faccio conti e file in posta, “Il brodo di Natale in Emilia-Romagna”, scritto con Mattia Fiandaca e illustato da Lucia Catellani.

Ho realizzato alcune etichette di vino, impaginato “Malvasia, un diario mediterraneo” di Paolo Tegoni con le foto di Francesco Zoppi e altre cose belle, e molto belle, che forse ora mi dimentico (ma lo trovate sicuramente qui).

A metà 2023 passeggiando veloce per smaltire qualche mangiata da senso di colpa ho avuto l’idea di Tavole, rivista formato poster dedicata al turismo, alla cultura e alla gastronomia di diversi territori.

Nel frattempo mi occupo della programmazione culturale del Laboratorio Aperto di Parma, distretto della cultura e dell’eccellenza agroalimentare del Comune di Parma – anche se so che ora vorreste solo ballare “What a feeling” a Capodanno, mi dispiace.

Consolatevi con lo speciale commissionato da Sale&Pepe del mese di dicembre 2023 dedicato alla tradizione delle paste ripiene in brodo in Emilia-Romagna.

Mi piace mettere insieme le persone e portare avanti bei progetti insieme. Poi, di solito, non mi parlano più.